valentina rodolfi

E’ già da qualche tempo che sento il mio luogo di lavoro un po’ come una casa e le persone che lo visitano un po’ come una famiglia.
A volte è necessario congedarsi per un istante, giusto il tempo di prendere fiato, per poi rimmergersi in questa splendida professione con nuova energia ma immutato entusiasmo (forma sottile sottile per dire che da domani fino al 7 aprile compreso sarò in ferie olè olè).
Voglio lasciarvi però con una bella riflessione di Anna Ferruta a proposito del setting che è per l’appunto la stanza d’analisi (più altra roba):
“[dentro al setting il paziente] Potrà avvalersi di una mente a sua disposizione per poter mettere in scena amore odio paura amicizia creatività felicità nostalgia dolore, un vero e proprio teatro nel quale finalmente ha spazio e tempo per rappresentare i molti personaggi che potenzialmente sente di potere diventare senza essere costretto a una scelta precoce e senza perdere la coesione del sé.” Ed io ho fatto tutto questo con voi, per voi, e grazie a voi <3.
Buone feste di Pasqua a tutti!

valentina rodolfi

Ogni tanto ci si dimentica che gli psicoterapeuti sono anch’essi degli esseri umani.
Quindi se ti stai chiedendo se anche per loro la vita durante la pandemia sia complessa e a tratti dolorosa, la risposta è SÌ.
Siate gentili col vostro terapeuta, ve ne sarà grato e vi ricompenserà 😁

valentina rodolfi

Più faccio esperienza di vita e professionale più mi appare (soggettivamente) chiaro come le persone – praticamente tutte – si muovano spinte dall’urgenza, spesso senza se e senza ma, di evitare ad ogni costo il dolore.Purtroppo quel che generalmente capita è che per non soffrire mai si finisce per soffrire moltissimo e male. Tuttavia, recentemente, mi sono scoperta essere una buona estimatrice del dolore. Non delle sue declinazioni prurigginose o masochiste, né in quelle sadiche o maliziose della schadenfreude. Ma del dolore per quello che semplicemente è: un fatto della vita dal quale purtroppo o per fortuna, nessuno è mai scampato.Mi sono resa conto che buona parte del mio lavoro (ma certamente anche della mia vita) è dedicata a capire il dolore, quello vero, quello che si cela sotto quella sofferenza tesa e posticcia, fine a se stessa, che chiamiamo difesa. Mentre un’altra buona parte si concentra sull’aiutare a viverlo, a riconoscerlo come proprio, ad attraversarlo e tirare le somme sulla lezione che ci ha insegnato. Lezione, generalmente, di valore inestimabile.Dico questo perché mi duole sempre molto notare con quanta cecità venga spesso approcciato il tema del benessere psicologico tutto slogan sul risolvere problemi e sullo stare bene sempre e comunque, come se lo scopo della vita fosse attestarsi una imperturbabile dimensione maniacale.Credo che l’obiettivo dovrebbe essere un altro e dovrebbe tener conto dell’esperienza umana nella sua interezza e che non consideri le sue parti più sgradevoli come un nemico da combattere in una battaglia inevitabilmente già persa.Non voglio dire che la sofferenza sia di per sé qualcosa di buono, ma che buono può essere il nostro modo di viverla, di farci i conti. Sono per un’igiene del dolore in sostanza: se proprio dobbiamo soffrire almeno facciamolo bene.

valentina rodolfi

” «Che dobbiamo fare, Albertine?» lei sorrise e dopo una breve esitazione rispose «Ringraziare il destino, credo, di essere usciti incolumi da tutte le nostre avventure… da quelle vere e da quelle sognate». «Ne sei proprio sicura?» chiese Fridolin. «Tanto sicura da presentire che la realtà di una notte, e anzi neppure quella di un’intera vita umana, non significano, al tempo stesso, anche la loro più profonda verità». «E nessun sogno» disse egli con un leggero sospiro «è interamente sogno»”.

Doppio sogno, Arthur Schnitzler, 1926

RENE' MAGRITTE: un... - ARTantide.com News 06 - ARTantide.com News ...
R. Magritte, “Meteo Threatening”, 1929

valentina rodolfi

Negli ultimi giorni stavo cercando un modo per dare il mio piccolo contributo alla società (oltre a rimanere a casa).

Un bello spunto mi è arrivato da una meravigliosa iniziativa Mettereinsema! (clicca se sei curioso!!) di un gruppo di giovani artisti parmigiani che mette all’asta opere esclusive in formato digitale, con l’obiettivo di devolvere il ricavato all’Ospedale Maggiore di Parma.

Ho deciso così di devolvere ogni primo colloquio da ora e per tutto il 2020 alla stessa causa. Chiederò agli eventuali pazienti di fare un bonifico direttamente all’Ospedale (usufruendo dei vantaggi fiscali previsti per le donazioni) o nel caso volessero rimanere anonimi lo farò a nome mio.

Cliccando su —> Contatti troverete tutti i miei riferimenti. Consulenze, terapie e tutto il resto saranno svolte SOLO online.

Buona Pasqua a tutti!

valentina rodolfi

“La forza che attraverso la verde miccia sospinge il fiore
Sospinge la mia verde età; quella che spacca le radici agli alberi
È la mia distruttrice.
E io sono muto per dire alla rosa contorta
Come la mia giovinezza è piegata da identica febbre invernale”

Dylan Thomas